Sardegna anno Zero,  occorre gettare le basi per una rivoluzione democratica, pacifista, nonviolenta, libertaria, affinché si possa cambiare radicalmente lo stato delle cose.  Ancora si deve denunciare la costante richiesta di cementificazione delle coste, con insediamenti di seconde case. spesso camuffate da strutture alberghiere.  Eppure per dare lavoro agli edili, basterebbe realizzare porti turistici oggi carenti e privi di servizi al molo, e ancor meno rimessaggio fuori stagione. Dopo decenni di denunce i Poligoni militari sono ancora in piena attività, non è stata fatta alcuna bonifica, ma solo recintato le aree più inquinate. Naturalmente prosegue l’inquinamento delle falde idriche con grave pregiudizio della salute umana e animale e vegetale. apprendiamo che siamo stati prescelti per ospitare (di passaggio) le armi chimiche sequestrate al governo siriano, andranno nelle gallerie appena vuotate della base in galleria della Marina militare nell’isola di S.Stefano. Va ancora peggio per le aree industriali, l’unica bonificata( nel senso che è stata coperta con 110 ettari di rifiuti quasi inoffensivi) è la laguna di S.Gilla, per il resto il benzene continua a fuoriuscire nella darsena di Porto Torres, ieri era Rovelli ora è lo Stato attraverso i suoi manager pubblici a proseguire l’attività. Portoscuso o meglio Portovesme è un’enorme bacino di rifiuti tossici, che stanno inquinando da tempo il mare. Ottana ha i suoi vecchi rifiuti nascosti, mentre quelli nuovi sono pochi a causa della quasi totale chiusura della attività. Per ultimo alla faccia del primo Parco Geominerario, abbiamo abbancati 4 milioni di mc di scorie tossiche, per le quali non vi è mai stato nessun progetto di bonifica, ma solo di messa in sicurezza. Bonu Annu Nou a tottusu asibiri inpari e in Paxi.

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